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Il mercante di parole
Ecco mio buon Bassanio,
prendi pure il mio pezzo di cuore
e barattalo con l’Ebreo
per avere un po’ d’attenzione.
Prendi pure il mio etto di carne
e pesa quanto valgono le mie parole
che il mio debito l’ho già pagato
con le lacrime e col dolore.
Troppi crediti accumulati
in attesa della buona stagione
sono andati col passar del vento
e col tempo han perso valore.
E all’Ebreo sudicio e avaro
che vorrebbe ghermirmi i pensieri
bastino le parole che già possiede:
solo quelle gli ho promesso
non lealtà, amicizia o fede
e neppure una goccia di sangue.
Ma a te, Bassanio, mia roccia,
lascio a banchetto il mio corpo che langue:
spremi fino all’ultima goccia,
sangue, anima, carne e cuore
perché ciò è tutto quel che possiede
questa misera mercante di parole.
(Le mie poesie si trovano sul mio sito www.weisghizzi.it)
I miei libri

La Piazza di Pietra e altre storie

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Ubuntu Linux 9.10
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8 luglio 2010
A volte ritornano...
Le versioni, ovviamente.... Tipo questa, scivolata ieri fuori dall'IL ... Quanti ricordi... quanta nostalgia....
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam
furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit
audacia? Nihilne te nocturnum praesidium Palati, nihil urbis vigiliae,
nihil timor populi, nihil concursus bonorum omnium, nihil hic
munitissimus habendi senatus locus, nihil horum ora voltusque moverunt?
Patere tua consilia non sentis, constrictam iam horum omnium scientia
teneri coniurationem tuam non vides? Quid proxima, quid superiore nocte
egeris, ubi fueris, quos convocaveris, quid consilii ceperis, quem
nostrum ignorare arbitraris? O tempora, o mores! Senatus haec
intellegit. Consul videt; hic tamen vivit. Vivit? immo vero etiam in
senatum venit, fit publici consilii particeps, notat et designat oculis
ad caedem unum quemque nostrum. Nos autem fortes viri satis facere rei
publicae videmur, si istius furorem ac tela vitemus.
(Cic. I Catilinaria)
| inviato da Flavia W il 8/7/2010 alle 0:55 | |
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19 giugno 2010
Newspass e altri bavagli.
Newspass. Con questo nome Google sta
sperimentando una piattaforma che in un futuro (piuttosto) prossimo
venturo permetterà di pagare per le notizie dei principali editori.
In poche parole, in questo modo Google parrebbe mettere fine
all'annosa questione dei rapporto con quei produttori di informazioni
(non solo giornali quindi) che, evidentemente, non sono riusciti a
trovare un modello di business adeguato al mondo web. "In sostanza gli utenti potranno registrarsi su Google e fornire le proprie
credenziali di addebito, come ad esempio il numero di carta di credito.
Quando poi effettueranno una ricerca su web, nella pagina dei risultati
compariranno anche i contenuti a pagamento, identificati con un simbolo
ad hoc. Con un click sarà possibile selezionarli e decidere di
acquistare."
Io mi interrogo da un po' su questo, ma
anche sulla povertà di alcune (anche famose) versioni on-line di
testate di quotidiani del tutto rispettabili, e quindi mi domando se
sarei disposta a pagare per avere l'accesso a quelle notizie.
Forse sarei anche disposta a
sottoscrivere un contratto simile a quello di abbonamento, a costi
ovviamente inferiori (la carta costa e non poco, e anche i
distributori) ma per avere una versione online del quotidiano uguale
a quello cartaceo e sempre a mia disposizione.
Certo è che questa cosa secondo me
assesta un colpo non indifferente alla libera circolazione delle
informazioni, che secondo me è carattere fondamentale del web.
Ma c'è di più.
Che in questo modo l'univo vero editore
diverrebbe Google, non più solo partner degli altri, ma chiave di
accesso privilegiato al mondo dell'informazione. In effetti, come suggerisce giustamente Massimo Russo su Repubblica, il sistema dunque avrà al proprio interno anche le funzioni di chiave universale, o di identificatore unico del web.
Se poi ci aggiungiamo quanti utilizzano
gli account di posta di gmail e magari anche i vari servizi di IM di
Gtalk, condivisione di documenti, Buzz, Wave, Picasa ecc, bè, che
dire, forse Orwell non è poi tanto lontano...
Google
Newspass
Giornali.
| inviato da Flavia W il 19/6/2010 alle 0:45 | |
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16 giugno 2010
F. la Vampira
Ok ok, lo so è da parecchio che non scrivo. Diciamo che è un po' di tempo che sono costretta a dedicare del tempo a me. Il che non è sempre male. Oggi per esempio ho passato uno splendido pomeriggio all'IDI, Istituto Dermopatico dell'Immacolata e voglio raccontare, dopo aver sentito tante storie di malsanità, una storia di efficienza e precisione. Ho appuntamento alle 16 e 40 ma siccome sono arrivata presto e non c'era nessuno alle 16 già entro dopo aver pagato il ticket. Trovo una dottoressa molto cordiale e scrupolosa che mi chiede un sacco di cose. Poi mi prescrive delle analisi e mi dice che posso farle subito. Io rimango basita (ok, era la paura, lo ammetto) ma accetto di fare sto prelievo e qui trovo lei, la mia eroina... F. la Vampira. Ero così terrorizzata da non ricordare il suo nome, credo Fabiana, una persona stupenda, dolcissima e bravissima. Voi direte che non vi interessa... ma forse no, perché anche questa nel suo piccolo, è una storia da ricordare, e un ringraziamento profondo da portare. E se mai passasse da questa parte, mi piacerebbe che sapesse che il suo sorriso non è fiorito invano.
| inviato da Flavia W il 16/6/2010 alle 22:23 | |
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28 aprile 2010
Radio deejay

Ore 21:30 Anthrax Ore 22:00 Guns'n' Roses - Nightrain
Ore 22:30 Aerosmith - Amazing Ore 22:50 Iron Maiden - Fear of the dark
Ore 22:55 gran finale con Phantom of the Opera...
Averti come deejay è tutta un'altra musica!
| inviato da Flavia W il 28/4/2010 alle 13:42 | |
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19 aprile 2010
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE
Forse qualcuno lo ha già intuito. Forse qualcuno lo ha già saputo. Forse qualcuno si è pure già iscritto. Ma per tutti gli altri e soprattutto le altre, per tutti quelli che vivono giorno per giorno il mondo (a volte un po' folle, lo riconosco) di Ubuntu e per tutte quelle che finora ne sono rimaste un po' a margini perché troppo difficile, perché troppo facile, perché perché perché...
È nato il progetto Ubuntu Women-it!
C'è voluto più di un anno di lavoro per realizzare un sogno che ho coltivato da quando ho messo piede in questa comunità e mi sono accorta che mancava uno spazio in cui confrontarsi tra ragazze, in cui vivere una realtà da un altro punto di vista che non fosse quello maschile, necessariamente dominante (se non altro per questione di numeri!). Ed ecco quindi questa idea, che per ora è una ML e una pagina Wiki, cui lasciare appunti per progetti e per aiutare le ragazze di tutte le età e di tutti i background tecnici e culturali ad avvicinarsi al mondo dell'open source. È un piccolo passo, siamo concrete, andiamo piano, ma abbiamo grandi progetti: d'altronde ogni lungo viaggio inizia da un singolo passo... L'obiettivo del nostro gruppo è quello di dare ascolto e aiuto alle donne che necessitino di ascolto e competenze e qualche consiglio, ma soprattutto calore umano, in un mondo fatto di macchine. Ma non potrei essere qui a raccontare tutto questo se un giorno non avessi incrociato nella ML di Ubuntu Women (il progetto internazionale cui il nostro è legato) Silvia Bindelli, che oltre a sopportare il mio caratteraccio e a condividere la stessa passione, ha la calma e le competenze tecniche che sono necessarie a far volare un tale progetto. E poi i ringraziamenti vanno naturalmente a Paolo Sammicheli per il preziosissimo aiuto, al Consiglio di Ubuntu-it per aver accolto questo progetto, a tutti i gruppi e a tutte le persone che ci hanno dato in vario modo supporto... Non è mai la vittoria di un singolo ma un progresso per tutti, perché nessuna donna e nessun uomo è un'isola... Vi aspettiamo!
ubuntu women-it
silvia bindelli
| inviato da Flavia W il 19/4/2010 alle 12:33 | |
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2 aprile 2010
Siamo tutti Suricati!

Ebbene, per chi non lo sapeva.... sapevatelo! Siamo tutti Suricati!
<music source="Aria_sulla_quarta_corda_di_Bach.oga">
Il Suricato (Suricata suricatta) è un mammifero appartenente all'ordine dei Carnivori ed alla famiglia degli Erpestidi. È l'unica specie del genere Suricata, appartenente alla sottofamiglia degli Erpestini, di cui fanno parte anche le manguste e altri carnivori affini.
</music>
Siamo tutti Suricati!
E per chi non lo sapeva, sapevatelo! Su Rieducational Channel!
[1] Se non sapete come suona l'Aria sulla quarta corda di Bach, vi consiglio l'arrangiamento degli Swingle Singers :D
[2] Grazie a Wikipedia per l'immagine e la puntuale descrizione del simpatico Suricato...anzi no...scusate, Indipendente!
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1 aprile 2010
C'è simpatia!

Ru486, Zaia: "Mai nei nostri ospedali" Cota: "I direttori generali la blocchino"
E su ragazzi... e potevate dirlo prima che era un Pesce d'Aprile!
zaia
ru486
cota
| inviato da Flavia W il 1/4/2010 alle 18:44 | |
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16 marzo 2010
Nella tana del Bianconiglio
Sono una donna fortunata. Sono afflitta da un problema visivo che mi impedisce di avere una perfetta visione stereoscopica (se non facendo una gran fatica) per cui l'unico modo per vedere il 3D al cinema decorosamente è inforcare i miei begli occhiali e soprattutto, infilare un paio di lenti XpanD o nuVision a cristalli liquidi. Esattamente come quelli che avevo ieri quando ho visto Alice in Wonderland, in un bel cinema di Roma sottratto alla criminalità organizzata ecc ecc. Ma questo poco conta.
Dicevo che sono fortunata perché quella tecnologia c'era a Roma e ho fatto appena in tempo a vedere il film di Tim Burton, uno dei miei registi preferiti. E sono fortunata perché non solo c'erano gli schermi a cristalli liquidi, ma anche uno stabilizzatore a raggi infrarossi. Un piccolo gioiello tecnologico. Di valore. Anche economico. Non è mica robetta usa e getta... Ragazzi, il brucaliffo che volava o le foglie che cadevano in tuta la sala... che spettacolo! Certo a vedere un bel film italiano con queste tecnologie sarebbe bello... ma il cinema italiano, quello dei cinepanettoni per intenderci che ci fa con il 3D? Fa vedere più vere le morbidezze della velina di turno? E quello che invece conta, quello che ha delle idee non ha certo bisogno di certi mezzucci, per quanto splendidi, per quanto ohhhh, sìììì, davvero SPETTACOLARI! Io sono davvero una donna fortunata. Sono stata nel Paese delle Meraviglie. Ora è vietato. Ora non ci si potrà andare più.
Alice
3D
XpanD
nuVision
| inviato da Flavia W il 16/3/2010 alle 21:44 | |
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7 marzo 2010
Io ho qualche dubbio...
Io ho qualche dubbio. Vedendo il restyling di Ubuntu ho più di qualche dubbio. Lo dico con franchezza, il logo non mi piace, il marchio diventato poco più di un TM mi fa riflettere, il colore nuovo mi sembra snaturi tutto quello che Ubuntu fino ad ora ha rappresentato. Si dice che è una evoluzione business oriented. Benissimo, benvenga la serietà, la precisione, l'efficienza. La Canonical vuole guadagnare da quello su cui ha investito. E ha ragione. Perfettamente. Inoltre, magari, in questo modo, se l'utente di Ubuntu diventa target, forse avrà una maggiore attenzione da parte dei produttori di driver, software ecc. Ciò non toglie che io ho qualche dubbio. Su cosa sia davvero Ubuntu allora oggi. Su cosa si stia approntando a diventare. Un cambiamento di una filosofia che temo possa escludere in qualche modo la comunità, scaricata completamente, ridotta a ruolo di un apice. Anche questo è legittimo, scorretto forse, ma legittimo. Ma a questo punto cosa diventa la comunità di Ubuntu? Manovalanza a costo zero? Ok, si può dire che anche il sistema è a costo zero... Ma anche il lavoro di chi sviluppa, traduce, si occupa del marketing o del supporto. E però qualche dubbio io lo nutro lo stesso. Soprattutto nel momento in cui devo pensare a quale volto bisogna presentare al pubblico, ai media, a coloro per i quali Ubuntu è sempre stato sinonimo di umanità, quel Linux per tutti la cui filosofia ho abbracciato ben prima del terminale. Sono stata a un convegno sulla disabilità, lo scorso mese, a Padova e ci ho messo la mia faccia per raccontare l'attenzione di Ubuntu a certi problemi. Un ragazzo cieco mi ha chiesto se è vero che Orca funziona e che non costa molto perché invece Jaws costa tanto e ha una versione vecchia... Anche questo per me vuol dire Linux per tutti e a sapere che i progetti di accessibilità sono fermi e che Willie Walker è a spasso, lasciatemi provare un po' di vergogna. Non è colpa di Canonical, certo... Non c'è il tempo, si dice, per seguire lo sviluppo di queste come di mille altre cose. Però c'è il tempo per discutere mesi e mesi su come chiamare il pulsante di spegnimento... Sono un'esteta e un'edonista per cui ben venga una esperienza grafica raffinata. Ma che sia la ciliegina su una buona torta, non una coperta per tenere insieme quei pezzi che ogni aggiornamento rischia di far saltare. Qualcuno mi ha detto che in tempo di crisi si devono fare delle scelte forti e forse, se vincerà la sfida del mercato, Canonical avrà più soldi da investire in qualcosa che ritorni anche alla comunità. Sarà che negli ultimi giorni sono più sensibile alle scelte e ai colpi di mano imposti dall'alto, io però, permettetemelo, ho qualche dubbio.
Ubuntu
Canonical
Logo
| inviato da Flavia W il 7/3/2010 alle 11:18 | |
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14 febbraio 2010
Lex
Massimo Tartaglia è stato rinviato a giudizio.
Il suo processo è fissato per il 7 di maggio.
"Lo ha deciso il gip del capoluogo lombardo Cristina Di Censo, che ha
accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal procuratore
aggiunto Armando Spataro che contesta all'uomo le lesioni gravi, con
l'aggravante della premeditazione e di aver agito contro un pubblico
ufficiale." (Ansa)
La legge è uguale per tutti.
tartaglia
legge
| inviato da Flavia W il 14/2/2010 alle 10:25 | |
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