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La Strega e l'Alchimista (Parte 2)

E ci sono momenti in cui l'amore si fa cogl'occhi, nascosto nei sussurri, nei pensieri.


“Sarebbe ben strano – pensava la strega – se a fregarmi fosse proprio l'Alchimista, quello che a malapena sa giocare con le parole.
Ma è furbo, e si insinua tra i respiri. La sua arte è umana, non ha la sublime dote del dio. Rovesciare ciò che non naturale, combattere la morte... entalpia!
E non dite che è un santo, i miracoli lasciateli a chi sogna! La vita, l'universo e tutto il resto hanno regole precise.
Chi è questo signore dell'abisso, questo nero emissario del caos che gioca a sovvertire ogni promessa?
Bisogna attendere un pochino, ma non molto, mai abbastanza, perché gioca coi dadi truccati, e due regine schierate sul suo campo. Dice che la castità è miraggio degli osceni. Eresia!
Ma basta stare qui a consumar le scarpe. Bisogna difender la Ragione, arroccarsi, proteggere ciò che c'è, perché i brividi sono sempre in agguato, e lasciar che si avvicini troppo vuol dire rischiare che il cuore perda il tempo.

No, non perdiamo tempo, alla fortezza!”

Cagliostro miagolò e la strega si girò un attimo, quanto bastava per vedere l'Alchimista in piedi, poggiato allo spigolo della porta, a sorriderle.

“Grazie” disse solo. E se ne andò.

Pubblicato il 20/11/2008 alle 14.25 nella rubrica Racconti.

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